Una innovativa forma di partenariato che non si caratterizza come affidamento al privato ma come forma di gestione condivisa centrata sulla co-progettazione e sulla promozione di partecipazione concreta e protagonismo di chi vive, abita, lavora nel perimetro del biglietto da visita della città antistante la Stazione Centrale. Martedì 8 ottobre a Napoli, nella cavea di piazza Garibaldi, è stato presentato e avviato il progetto “La bella piazza”, nato da una idea dell’associazione Est(ra)Moenia, che vede in campo Comune di Napoli, Quarta Municipalità e circa 40 forze del territorio per un investimento di un milione di euro.

“L'associazione che presiedo – è il commento di Ambrogio Prezioso, Presidente di Est(ra)Moenia – scommette su un parterre eterogeneo – esattamente come quello che oggi sostiene questo progetto – e nasce con l'obiettivo di occuparsi di rigenerazione urbana, ponendo al centro la questione del rammendo, della ricucitura di periferie degradate con particolare attenzione al tessuto sociale attraverso una serie di azioni ed iniziative mirate a rafforzare i legami tra persone. Questa piazza oggi fortunatamente prova a riscattarsi dalla visione tradizionale, meramente urbana, di rigenerazione. Ed è particolarmente simbolico che il progetto sia promosso proprio successivamente alla bellissima riqualificazione prettamente “fisica” di Dominique Perrault. Non esiste rigenerazione urbana se prima non si mette mano ad una rigenerazione sociale, culturale. Da qui l’idea di “adottare”, prendere in cura, mettere insieme tante esigenze e competenze diverse, imprenditori, operatori sociali e il pubblico nel segno dell’integrazione, del confronto, della condivisione, partendo dalla restituzione di servizi di base per garantire la dignità a tutti, come i semplici bagni pubblici. Il nostro sogno – continua Prezioso - di collegare “il fuori le mura” – ovvero San Giovanni a Carbonara - alla periferia di San Giovanni a Teduccio oggi aggiunge un nuovo tassello: Piazza Garibaldi. Questo progetto che abbiamo avuto l’onore di immaginare e che poi è cresciuto nel network che straordinariamente è oggi attivo e presente qui in tutta la sua forza di diversità, vanta ulteriori due elementi importanti: il concetto di gestione, spesso a Napoli si lanciano progetti che poi non sono in grado di autoalimentarsi. La bella piazza, invece, contempla anche la parte gestionale, ed è un elemento di rottura che potrebbe fare la differenza nel tempo; il partenariato del pubblico-privato che per noi di Est(ra)Moenia è una premessa fondamentale e che trova in questo progetto un validissimo esempio”.
Il progetto intende intervenire prima di tutto su quattro direttive: la cura e manutenzione dei luoghi, con l’affido degli 8 chioschi che insistono nella piazza per realizzare iniziative sociali e commerciali; un servizio giornaliero di spazzamento e svuotamento cestini; la manutenzione del verde e delle aree giochi e sportive; l’istituzione di una Portineria di quartiere che funzionerà come un luogo di prossimità, un presidio sociale, con interventi sulle dinamiche di conflittualità e a supporto dei senza dimora; e laboratori all’aperto con percorsi di animazione socio-educativa. Oltre alla valorizzazione turistica con info Point, passeggiate interculturali e di prossimità e interventi di urban game design e a un’ampia offerta culturale all’interno della “cavea” e degli altri spazi dell’Area Nord di piazza Garibaldi.

"Realizziamo - ha precisato Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli - una sperimentazione unica in Italia che vede una compartecipazione del Comune con tanti soggetti privati che mettono insieme le risorse non solo per riqualificare, ma anche per far fronte a situazioni di marginalità attraverso specifiche professionalità Solo con la collaborazione tra pubblico e privato sociale si riesce a dare una risposta alle complessità che caratterizzano le grandi città e i luoghi più difficili. Sono fiducioso che funzionerà bene e pensiamo di estendere questa formula anche ad altre aree di Napoli".
Il primo passo è stata la riapertura del primo degli 8 chioschi che insistono nella piazza, destinato al personale della Cooperativa Dedalus per attività sociali e civiche. Gradualmente apriranno gli altri, a partire da quello della Polizia Municipale.

“Lo diciamo subito – ha aggiunto Andrea Morniroli, Amministratore della cooperativa Dedalus, capofila del progetto - qui non si tratta di affidamento degli spazi – non sarebbe possibile e sarebbe sbagliato, la piazza è pubblica e tale deve rimanere, ma di una gestione congiunta, che si esprime in una innovativa forma di partenariato e governo condiviso. Un percorso aperto, costruito non solo con tutti gli attori, pubblici e privati che vorranno dare il loro contributo ma in primis con le persone che vivono la piazza, immaginando con loro, accogliendo le loro indicazioni, prevedendo il loro coinvolgimento, senza pensare di avere la bacchetta magica, consapevoli della complessità della sfida. Est(ra)Moenia ha costruito un ampia e originale alleanza, una rete che proverà ad essere all’altezza della complessità di questa sfida. Un processo che riconosce che in piazza convivono interessi e diritti differenti – che a volte fanno fatica a coabitare e a volte entrano in conflitto e che vede i cittadini e gli abitanti della piazza come protagonisti. Insomma, una scommessa dall’esito incerto, su cui non era scontato trovare alleati e invece è successo a partire dal Comune e per questo ringrazio tutte e tutti”.
La convenzione ha una durata di 4 anni, rinnovabili per altri 4. “La bella piazza” è sostenuto dalla Fondazione Con il Sud e cofinanziato da Fondazione Azimut, Fondazione Peppino Vismara, Fondazione Rut, Intesa Sanpaolo, Unicredit, CHG - Caracciolo Hospitality Group, Accademia della Moda, Accor Hospitality Italia, Farmacia De Biasi, I Sapori di Parthenope, Cima, Moccia Irme, Est(ra)Moenia, Vincar, Studio Keller.

“Questa iniziativa – ha spiegato Stefano Consiglio, Presidente Fondazione Con il Sud – rappresenta una sperimentazione importante per Con il Sud perché prova a risolvere alcuni problemi in modo nuovo. Piazza Garibaldi è un pezzo di città molto bello, in cui è stata coinvolta una archistar, in cui c'è stata una rigenerazione architettonica a cui però non è corrisposta una rigenerazione sociale. L'idea è creare una presenza visibile di cittadini che vogliono prendersi cura di questo luogo e fare in modo che diventi bello da attraversare e da vivere. Perché non può diventare un luogo dove si fa cinema all'aperto? Dove si fanno concerti o si presentano libri? O dove si fa il karaoke, come succede a Berlino. Parliamo di uno spazio in cui passano 50 milioni di persone l'anno. Vogliamo trasformalo attraverso modalità diverse dal passato, dove tutto era affidato al pubblico o tutto al privato attraverso il tentativo di utilizzare una cooperazione tra soggetti diversi, per provare a fare qualcosa e a farlo insieme. Crediamo talmente in questo progetto che Con il Sud ha deciso di raddoppiare ogni euro raccolto, dopo i 500 mila euro raccolti, la Fondazione ne ha messi altri 500 mila. Speriamo che diventi un esempio per tante altre piazze, anche in Italia”.

Il progetto ha costruito una alleanza fatta da cooperative sociali e associazioni (cooperativa sociale Dedalus, associazione IF-Imparare Fare ETS, associazione Aste & Nodi, Casba società cooperativa sociale, associazione Officine Gomitoli, associazione Ethnos Club, associazione A Voce Alta, associazione Senegalesi Napoli, comitato Orgoglio Vasto) e da altri attori economici e imprenditoriali che investono nell’area di Piazza Garibaldi (Caracciolo Hospitality Group, Accademia della Moda, Accor Hospitality Italia, Farmacia De Biasi, I Sapori di Parthenope, Cima, Moccia Irme, Vincar, Studio Keller). Con il sostegno e il coinvolgimento del Dipartimento di Architettura e Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli, Forum Disuguaglianze Diversità, Cgil Campania e Napoli, con l’adesione di Teatro Mercadante – Teatro Stabile di Napoli, Teatro Bellini di Napoli, il Museo di Arte Moderna, MAD Entertaiment, Museo archeologico nazionale di Napoli, Accademia di Belle Arti di Napoli, Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.