Napoli Est come chiave per leggere il futuro della città
«Napoli Est rappresenta una delle aree con maggior potenziale di trasformazione: la rigenerazione deve essere prima di tutto sociale e culturale, costruita sull’ascolto del territorio». Sono le parole di Ambrogio Prezioso, Presidente di Est(ra)Moenia, a indicare la direzione di senso del documentario Napoli 2500più10 di Carlo Puca, presentato in anteprima al Teatro San Carlo. L’opera attraversa 25 secoli di storia urbana per raccontare non solo ciò che Napoli è stata, ma soprattutto ciò che può diventare.
Il docufilm restituisce l’immagine di una città viva, stratificata, mai immobile, e individua proprio nella sua parte orientale uno dei territori chiave su cui costruire una nuova idea di sviluppo, fondata su cultura, conoscenza, innovazione e restituzione di diritti urbani.
Un racconto della città attraverso la sua forma
Napoli 2500più10 non è un documentario storico tradizionale. Carlo Puca sceglie di raccontare Napoli attraverso segni urbani, monumenti, infrastrutture e assetti spaziali, leggendo i mutamenti della città come riflesso diretto dei cambiamenti sociali, politici e culturali.
Dalla fondazione greca ai decumani ancora leggibili, dalla stratificazione romana alle grandi stagioni medievali e moderne, fino al Novecento e all’età contemporanea, Napoli emerge come un organismo complesso, continuamente riscritto dalla storia. Il racconto è affidato alla voce di Giorgia Cardinaletti e arricchito dagli interventi di studiosi, scrittori ed economisti, tra cui Maurizio De Giovanni, Luigi Mascilli Migliorini, Francesca Canale Cama e Giuseppe Castagna.

Oltre la nostalgia: rigenerazione, non folklore
Uno dei messaggi più forti del film è lo sguardo rivolto al futuro. Come sottolinea Puca, il rischio maggiore per Napoli oggi non è la gentrificazione, ma la folklorizzazione, una narrazione che appiattisce la città sugli stereotipi e oscura i profondi cambiamenti in atto, in particolare sul piano tecnologico, produttivo e universitario.
È in questo quadro che si inserisce la visione di Est(ra)Moenia: una rigenerazione che non si limita agli interventi fisici, ma che investe le infrastrutture sociali, le competenze, le relazioni, la cultura come bene comune. Napoli Est diventa così laboratorio urbano contemporaneo, spazio in cui sperimentare nuove alleanze tra pubblico, privato e comunità.

Tecnologia, memoria e responsabilità civile
Promosso da ACEN – Associazione Costruttori Edili della Provincia di Napoli come gesto di responsabilità verso i 2500 anni della città, Napoli 2500più10 utilizza ricostruzioni in 3D e intelligenza artificiale per rendere visibili le trasformazioni urbane del passato e immaginare quelle future. Un lavoro imponente, che ha coinvolto oltre 90 professionisti e che proseguirà il suo percorso tra festival, presentazioni nazionali e una futura messa in onda Rai. Alla presentazione in anteprima al Massimo partenopeo sono intervenuti, tra gli altri, Roberto Fico, Presidente Regione Campania, Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli, Angelo Lancellotti, ex Presidente Acen, e Antonio Savarese, attuale Presidente Acen.
La storia di Napoli, ci ricorda il film, non è mai conclusa. E il suo prossimo capitolo passa anche da Est, dai territori che oggi chiedono ascolto, visione e progettualità condivisa.
